Come riconoscere il Vaiolo delle Scimmie -Monkeypox

Aggiornamento: 17 ago




Il vaiolo delle scimmie è causato dal virus del vaiolo delle scimmie (monkeypox virus) il quale appartiene al genere Orthopoxvirus della famiglia Poxviridae.

Il vaiolo delle scimmie è raro in Europa, ma endemico nei paesi dell'africa centrale e occidentale, qui i casi sono aumentanti negli ultimi anni ed epidemie


Si riconoscono due cladi del virus distinti, quello dell'africa occidentale e quello del bacino del Congo. Il clade del bacino del Congo si ritiene dia luogo a una malattia più severa e più letale. Il virus che attualmente sta facendo salire i contagi in Europa è quello meno severo appartenente al clade dell'africa occidentale. Il reservoir del vaiolo delle scimmie è ancora sconosciuto, sebbene primati e roditori sono suscettibili all'infezione.


Il vaiolo delle scimmie può essere trasmesso dall'animale all'uomo (zoonosi) o da uomo a uomo. La trasmissione può avvenire per mezzo di droplets (grandi particelle respiratorie), scambi di fluidi corporei, lesioni cutanee infette, oggetti contaminati. Il contagio può avvenire tramite rapporti sessuali per contatto della pelle, scambio di liquidi o per via respiratoria.


L'incubazione è in media di 7-14 giorni, i primi sintomi e segni del vaiolo delle scimmie sono: febbre, mal di testa, linfoadenopatia inguinale, cervicale, mascellare, mal di schiena, brividi, dolori muscolari, mal di gola, tosse e astenia.

Entro i primi tre giorni dalla comparsa della febbre compare l'eruzione cutanea, che nella maggior parte dei casi inizia dal viso e dalle estremità (palmo delle mani, pianta dei piedi) e che successivamente si estende ad altre aree del corpo.


L'eruzione cutanea evolve da macule, a papule, a vescicole, a pustole a croste. Le lesioni compaiono nelle mucose orali, nelle mucose genitali, nelle mucose perianali, nella congiuntiva e nella cornea.


I casi confermati e/o sospetti di vaiolo delle scimmie vanno isolati fino alla scomparsa delle lesioni cutanee. Esiti cutanei dell'infezione comprendono cicatrici, iperpigmentazioni, ipopigmentazioni. La durata media della malattia è di 2-4 settimane. La mortalità in Africa è di circa il 4% mentre in Europa è rara grazie alle terapie di supporto facilmente accessibili presso le strutture sanitarie.


La diagnosi differenziale del vaiolo delle scimmie include la varicella, l'herpes, la sifilide secondaria, la mani-piedi-bocca, il cancroide da Haemophilus Ducreyi e le reazioni avverse a farmaci.


Il virus che causa la malattia del vaiolo appartiene alla famiglia Poxviridae, come il virus del vaiolo delle scimmie appartiene al genere Othropoxvirus. Individui vaccinati per il vaiolo hanno un rischio ridotto di sviluppare la malattia del vaiolo delle scimmie; si è calcolato che l'efficacia della vaccinazione per il vaiolo è efficace nel prevenire il vaiolo delle scimmie.


In seguito all'eradicazione del vaiolo e all'abolizione dell'obbligo vaccinale in Italia nel 1977, al momento attuale solo una ristretta fetta della popolazione può considerarsi protetta dal vaiolo delle scimmie. La prova dell'avvenuta vaccinazione contro il vaiolo può essere trovata come una cicatrice in regione deltoidea, parte superiore del braccio. Un vaccino ancora più recente basato su un virus attenuato modificato (ceppo di Ankara) è stato approvato per la prevenzione del vaiolo delle scimmie nel 2019. Si tratta di un vaccino a due dosi per il quale la disponibilità rimane limitata. Al momento la vaccinazione è consigliata per chi ha avuto stretti contatti con casi confermati e per gli operatori sanitari esposti al rischio.


Dott. Giovanni Biondo

Specialista in Dermatologia e Venereologia

Master di II livello in Chirurgia Plastica

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