L’origine animale del Coronavirus e dell’Influenza


L’origine animale del Coronavirus e dell’Influenza

Le malattie zoonotiche causate dal virus influenzale e dai coronavirus hanno origine da animali che infettano l'uomo per mezzo del cosiddétto salto di specie.

Nel dicembre 2019 nella città di Wuhan furono notate un numero anomalo di polmoniti interstiziali. La Cina è l'epicentro di quella che oggi è una pandemia che ha superato i 2 milioni di contagiati e le 126 mila vittime nel mondo, che sta stressando l’Italia, la Lombardia e i grandi capoluoghi come Milano, Bergamo, Brescia, Monza, Lodi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, OMS, ha denominato la malattia COVID-19 e il virus Severe Acute Respiratory Syndrome Coronavirus 2, SARS-Cov2, e si è ipotizzato che i primi contagi possano risalire a ottobre – novembre 2019.

Nelle ultime due decadi questo è il terzo nuovo coronavirus in grado di dare quadri severi tali da venire all’attenzione della comunità scientifica e della popolazione mondiale. Nel 2002 il SARS-CoV agente eziopatogenetico della SARS che come il nome stesso dice è in grado di causare una polmonite severa, qualche anno dopo è stata la volta del MERS-CoV, emerso in mediooriente, in grado di causare un quadro simile alla SARS, chiamato Middle EAST Respiratory Syndrome, MERS. Tuttavia a differenza della COVID 19, i numeri di contagiati e di morti sono stati molti inferiori, in quanto seppur fossero dei virus più virulenti erano meno contagiosi.

Da dove vengono i virus?

Molti virus arrivano all’uomo dagli animali per mezzo del cosiddetto salto di specie. SARS-CoV, SARS-CoV2,MERS-CoV hanno in comune di essere dei coronavirus e dioriginare da animali, in grado quindi di dare malattie all’uomo definite zoonosi, dato che avviene un salto di specie, dall’animale all’uomo e da uomo a uomo. Entrambi sono virus che vivono abitualmente dei pipistrelli, ma che grazie ad ospiti intermedi, Zibetto per SARS CoV, cammello per MERS –CoV e pangolino per SARS CoV2. Per generalizzare, alcuni coronavirus (chiamati HCoV-229E, HCoV-NL63, HCoV-OC43, HCoV-HKU1) sono causa frequente del banale raffreddore, anch’essi hanno origine zoonotica ovvero per salto di specie da animali all’uomo.

Anche il virus dell’influenza, un orthomyxoviridae, ha un’origine animale, da selvaggina acquatica come anatre, oche, sterne, gabbiani. Nel 2009, ricordiamo l’Influenza Suina H1N1, che ha originato una pandemia, mentre nel 1918 fu un virus aviario H1N1 ha dare una pandemia.


Come avviene il salto di specie?

Il virus raggiunge le cellule dell’ospite e attraverso le sue proteine lega strutture chiamate recettori dell’organismo ospite. A seconda del virus sono diverse le proteine, i recettori e il tessuto dell’organo bersaglio. I coronavirus in particolare, si chiamano così per il loro caratteristico aspetto a corona, conferito da glicoproteine di superficie chiamate proteine Spike. Per avvenire il contagio sono importanti le proteine Spike del virus ma anche le proteasi dell’ospite che possono modificare le proteine Spike facendo diventare contagiosi virus che di per sé non lo sarebbero.

Il salto di specie da un animale all’uomo può avvenire direttamente o per mezzo di un ospite intermedio, per questo i meccanismi possono essere più complessi di quanto si pensasse un tempo. E’ stato provato che alcuni virus dei pipistrelli possono “saltare” direttamente all’uomo. Ma, una caratteristica importante, che determina la contagiosità, è il grado di adattamento del virus all’uomo, destano poche preoccupazioni quei virus che passando da un animale al singolo uomo li si fermano a differenza di quei virus che si adattano nell’uomo contagiato e vengono trasmessi da uomo a uomo, aumentando quindi, in maniera esponenziale i contagi inter umani.

Gli animali domestici sono a rischio? Possono contagiarci?

Arrivano sempre più evidenze scientifiche che cani, gatti ma anche tigri e leoni sono stati contagiati con il nuovo coronavirus dagli essere umani che li circondavano. Stabilire se il virus da questi animali può essere trasmesso all’uomo è difficile e non è stato ancora provato. Tuttavia per principio di cautela anche gli animali domestici andrebbero isolati dagli altri animali e da persone affette da COVID-19, e sarebbe meglio non farli venire a contatto con materiali biologici presenti per strada o nei giardini pubblici.

Come proteggersi dal virus?

Questo dipende dal tipo di trasmissione del virus. Se per le malattie veneree ci si può proteggere con astinenza e i mezzi di prevenzione conosciuti, per i virus respiratori e gastrointestinali proteggersi diventa più difficile.

Per i virus respiratori, la maggior parte dei quali vengono trasmessi tramite droplets, in ordine è importante indossare la mascherina, occhiali protettivi, il distanziamento sociale, ricambio dell’aria degli ambienti chiusi, lavaggio delle mani, cercare di toccare meno superfici possibili.

E’ importante notare come l’apparato respiratorio è collegato con gli occhi, le orecchie, il naso, e come queste parti del nostro corpo vadano protette.

Quali sono le prospettive di trasmissione nel lungo termine di questa pandemia legata a COVID-19?

Un recente studio pubblicato sulla rivista Science, ha posto l’attenzione sull’importanza di definire l’immunità, la cross-immunità, la stagionalità del nuovo coronavirus al fine di avere modelli attendibili per prevedere quale sarà la durata della pandemia. E’stato stimato, sulla base delle caratteristiche di altri due coronavirus noti (OC43 e HKU1), che comportamenti atti a prevenire l’infezione da COVID-19 andranno manenuti sino al 2022, e una sorveglianza attiva andrà matenuta sino al 2004.

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