Manifestazioni cutanee da Coronavirus in Bambini e Giovani adulti

Aggiornamento: 15 apr 2020





Nelle ultime difficili settimane abbiamo ben imparato i sintomi tipici e le vie di contagio da COVID-19, la malattia causata dal virus denominato SARS-CoV-2 (Severe acute respiratory syndrome Coronaviru 2), comunemente e più brevemente chiamato coronavirus.

Conosciamo tutti ormai che il virus ha un periodo di incubazione di circa 2-20 giorni, che in questo frangente, la persona contagiata può non manifestare nessuno dei sintomi tipici tra cui febbre, tosse, fiato corto, costituendo un insospettabile perfetto untore.

Ma più recenti sono le crescenti evidenze che i pazienti affetti da COVID-19 possono mostrare sintomi importanti a carico non solo dell’organo polmone ma bensì multi-organo, infatti, la malattia può colpire il cuore, il sistema nervoso, i reni, la cute, arterie, vene. Questo avviene perché la presenza del virus provoca una risposta infiammatoria esagerata nell’organismo umano con l’intento di eliminare il virus ma che invece danneggia l’organismo stesso, attraverso una tempesta infiammatoria data da citochine e globuli bianchi risultando in una vasculite trombofilica virale.

Le manifestazioni cutanee comprendono lesioni vasculitiche di mani e piedi, eruzioni orticarioidi, eruzioni morbilliformi, varicelliformi e prurito, nella maggior parte dei casi autorisolutive (esemplicative le immagini raccolte da un collega). Colpisce che siano soprattutto bambini e giovani adulti ad avere manifestazioni cutanee spesso isolate, i quali non mostrano altri disturbi e paradossalmente non mostrano i segni respiratori tipici della COVID-19. Questo è importante da conoscere per due motivi: 1) perché bisogna rivolgersi al medico, e 2) perché questo deve indirizzare la terapia, che non sarà solo antivirale, bensì volta a spegnere l’infiammazione e prevenire le trombosi.

Bisogna, dunque, non sottovalutare la comparsa di arrossamenti, gonfiori, bruciori, dolori, aumento della temperatura a livello delle dita di mani e piedi. E ancora bisogna insospettirsi se dovessero comparire macchie rosse piane o rilevate o pomfi sulla nostra pelle. Questo sospetto deve essere più forte se siamo stati a contatto con pazienti con sintomi compatibili con malattia da coronavirus, o con persone che ricoprendo dei lavori essenziali in questi giorni sono costretti forza maggiore ad uscire, lavorare, e stare a contatto con il pubblico. Quindi anche se stiamo a casa, attentissimi nel prendere tutte le precauzioni, chi vive con noi potrebbe averci contagiato inconsapevolmente.

E’ utile non abbassare la guardia adesso che i contagi giornalieri stanno diminuendo e la gestione sanitaria negli ospedali accenna ad essere più gestibile. In vista di una ripresa parziale delle attività e del fatto che per mesi dovremo convivere con il rischio contagio è utile ricordare l’importanza dell’uso delle mascherine per proteggere naso e bocca (e di indossarle nel modo corretto!), ma anche l’importanza di proteggere occhi e canale uditivo dato che il distretto naso-gola-orecchio è strettamente collegato. Il tutto va accompagnato dall’igiene di mani e viso e da un distanziamento dalle altre persone di almeno 2 metri dato eventuali colpi di tosse, starnuti, sbadigli o il semplice parlare possono proiettare le goccioline di saliva a distanza di diversi metri.

Sarà una vita diversa da quella a cui eravamo abituati, difficile da gestire nella quotidianità, perché bisognerà tenere le distanze anche da amici, colleghi di lavoro, vicini di casa. Le pandemie sono sempre esistite, ma dato che la storia letta sui libri è difficile da vivere ma facile da dimenticare non ne temevamo una nuova che colpisse proprio noi, abituati a poter avere tutto, e quando lo volevamo noi, ma anche questa passerà, forse ci vorranno mesi, forse anni, ma passerà.

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